Dietro le quinte

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella spedita il 25 Marzo 2022

APPELLO ALLA PACE

Pregiato Presidente Mattarella,

da poche settimane Ella ha di nuovo prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione. E’ diventato Capo dello Stato e rappresentante l’unità nazionale in uno dei periodi più bui della storia mondiale.
Periodo che probabilmente si sarebbe potuto evitare se l’Europa in primis avesse elevato la sua voce per chiedere il rispetto dei diritti umani, prestato attenzione alle dinamiche in corso, privilegiato e favorito veramente il dialogo tra le parti mettendo da parte le ingordigie economiche dei singoli Paesi, lavorato duramente per garantire la pace e la salvaguardia dei diritti di tutti, dalle donne alle minoranze etnico-nazionali, contemplato e inseguito una politica di inclusione della Russia al suo interno.

Ma questa Utopia come cittadini europei ci è impedita.
Negli ultimi trent’anni l’Italia, la cui Costituzione all’articolo 11 impone il ripudio della guerra, ha visto i suoi soldati morire all’estero in dubbie e disastrose campagne militari (chiamate ironicamente missioni umanitarie) condotte non per i fini dichiarati e propagandati ma solo per gli enormi interessi economici legati a petrolio, armamenti e ricostruzioni postbelliche (con costi ed interessi a carico degli stessi Paesi sconvolti dalla guerra). E la promessa di ricostruzione del teatro di Mariupol avanzata dall’Italia è ipocritamente su questa linea.

Abbiamo su larga scala elargito illusioni e lasciato cadaveri.

Il Pontefice il giorno 24 marzo ha elevato parole durissime contro il riarmo, la spedizioni di armi, la non ricerca della pace. Il Parlamento italiano in queste ore ha deliberato quasi all’unanimità la spedizione di armi ad una delle parti attualmente coinvolta nel conflitto ponendo così di fatto l’Italia come un Paese belligerante calpestando ancora una volta l’articolo 11 della nostra Costituzione.

Parlamentari e giornalisti guerrafondai (che hanno pure censurato il Papa) stanno allegramente spingendo l’Italia verso il baratro dell’olocausto irridendo e sbeffeggiando chi osa pensare diversamente ovvero chi sostiene che la pace e i gesti di distensione siano l’unica strada possibile per la convivenza planetaria.

Presidente, in nome di Dio e del Popolo Italiano, faccia sue le parole di Papa Francesco!

Richiami con forza partiti politici, parlamentari, donne e uomini delle istituzioni, mezzi di informazione affinché responsabilmente smorzino i toni del confronto e si attivino per essere costruttori di pace, ricordando loro che la prima ed imprescindibile obbligazione che hanno è nei confronti dell’Italia e del suo Popolo, non verso altri Paesi, Unioni o Alleanze.

Pertanto le chiedo umilmente di rimandare alle Camere ogni atto contrario al ricordato articolo 11 e prendere in considerazione lo scioglimento di questo Parlamento che sta ampiamente dimostrando di non avere a cuore le sorti del Paese calpestando la sua Costituzione.

Le chiedo inoltre, come Presidente del Consiglio Supremo di Difesa, un primo gesto forte, deciso e controcorrente: richiami in Patria tutti i nostri soldati e i sistemi d’arma schierati all’Estero.

Presidente! Fermi questi “Pazzi”!

Per un’Italia democratica, libera, indipendente, neutrale in un’Europa dei Popoli.

Il Cittadino Michele Rigo

Treviso 25 Marzo 2022

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Informazione critica su missioni di guerra e spese militari italiane.

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Seconda lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella spedita il 29 Aprile 2022

DAGLI APPELLI ALLE AZIONI DI PACE

Pregiato Presidente Mattarella,
in questa ultima settimana mentre la Pace è stata ulteriormente allontanata, il baratro si sta spalancando sotto i nostri piedi.

Blocco degli approdi portuali alle navi russe, invio di armi all’Ucraina, visita inutile del Segretario dell’Onu peraltro intralciata da Ucraina e Stati Uniti, nuove sanzioni, nuove minacce russe, spettro nucleare, chiusura di gasdotti, esplicitata intenzione americana di “spezzare le reni “ (ci perdoni la parafrasi) ad una Russia che già sbriciolò Napoleone e Hitler, dando così ragione ai timori palesati dal Presidente della Federazione. Ancora, “donne in carriera” (Ursula von der Leyen, Magdalena Andersson e Sanna Marin) che esibendo i muscoli dimostrano di avere una sensibilità verso la pace e verso la vita inferiore a quella dei loro colleghi maschi.
E già vediamo con grande preoccupazione le conseguenze dei colloqui che il Presidente del Consiglio avrà in America.

La portaerei Truman nella baia di Trieste, così incuneata nel ventre indifeso dell’Europa, ci dice che la Guerra è arrivata in Italia: solo la cecità ottusa, arrogante e salottiera non la vede. Così come non vede la crisi economica sociale senza precedenti che travolgerà il nostro Paese e finanche le Istituzioni che Lei rappresenta, a meno che un grappolo di atomiche non sistemi tutto per sempre.

La portaerei Truman nel golfo di Trieste il 24 Aprile 2022


Trieste, geograficamente più vicina a Leopoli che a Siracusa, idealmente più vicina alla Transnistria che alla Capitale: mito, coevo a quello degli Argonauti, vuole che il fiume Hister/Istrio (il complesso fluviale Danubio e Sava) collegasse Adriatico e Mar Nero.
I geo-toponimi esistenti da una parte all’altra confermano (se non il fatto idrografico) gli antichi collegamenti tra i popoli e le loro influenze ancora presenti.
Sì, la Geografia influenza la visione della Storia.

La Marcia della Pace di Assisi ha palesato l’umore e lo spirito dell’Italia responsabile, funestata sia dal roboante silenzio delle Istituzioni sia dal continuo dileggio dei pacifisti attuato dai media. Unica voce, quella del Papa.

Certo, Lei ha parlato di fronte al Parlamento Europeo sottolineando, tra le molte cose, che il popolo russo e la sua cultura appartengano all’Europa. Concordiamo.
Avrebbe dovuto però cogliere l’occasione per criticare anche la colpevole inerzia della Comunità Europea per non essere intervenuta a difesa dei dissidenti ed oppositori ucraini (spesso di origine russa) nonostante la stessa OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) avesse denunciato già nel 2016 nel secondo rapporto “War crimes of the armed force and security forces of Ukraine” che “le torture e i trattamenti inumani inflitti (da formazioni paramilitari nazifasciste, forze di militari ucraine regolari e non, con la complicità del Ministro dell’Interno) … non solo stavano continuando ma stavano aumentando e diventando sistematici”.

Ad Acerra Lei ha fatto un parallelismo tra la Resistenza italiana e quella ucraina. Calzante. Ma quella degli oppositori e dei cittadini russi ai soprusi di un governo non democratico durato otto anni è forse una resistenza di serie B non meritevole di attenzione? Hanno anch’essi il diritto di veder riconosciuto il loro martirio con la condanna dei loro aguzzini da parte di una Corte internazionale?

Pregiato Presidente, Lei ha citato “distensione” e “ripudio della guerra” : per dare corpo a queste voci saranno necessari quegli “sforzi creativi” suggeriti da uno dei Padri fondatori dell’Unione, Robert Schuman, da Lei giustamente ricordato.

E’ per questo allora che Le chiediamo, come Presidente del Consiglio Supremo di Difesa, un gesto forte e controcorrente: solleciti la Federazione Russa al cessate il fuoco richiamando in Patria tutti i nostri soldati e i sistemi d’arma schierati nell’area del conflitto.

I Padri costituzionali, nello stilare l’articolo 11, avevano ben presente che dall’Unità in poi l’Italia è intervenuta in conflitti che non hanno mai riguardato la difesa del suolo patrio. Non avevano previsto però che il loro Paese avrebbe proseguito su questa cattiva strada.
Pertanto le chiediamo di dare piena e totale applicazione a questo bistrattato articolo 11 rimandando alle Camere ogni atto contrario ai suoi dettami, bloccando i tentativi del Governo di aggirare il confronto in aula con i suoi decreti legge e di prendere in considerazione lo scioglimento di questo Parlamento che ha comunque ampiamente dimostrando di non avere a cuore le sorti del Paese calpestando la sua Costituzione e il diritto degli Italiani di avere un futuro luminoso piuttosto che di lutti e distruzioni.

Presidente, è il momento di agire prima che sia drammaticamente tardi.
Presidente, in nome di Dio e del Popolo Italiano, faccia sue le parole di Papa Francesco e fermi questa Pazzia.

Per un’Italia democratica, libera, indipendente, neutrale in un’Europa dei Popoli.

Il Cittadino Michele Rigo

Treviso 29 Aprile 2022

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La Verità è un Poliedro dalle molte facce nascoste

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La pace in bottiglia – Libri illustrati per bambini

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Bastiancontrari, Cassandre e Guastafeste

Riflessioni di storici, filosofi, politici, giornalisti … e non

PAOLO RUMIZ

da Trans Europa Express

“Ma come? Non la sente la Guerra Fredda che torna?” mi chiede attonito Maksin alla stazione di Chmel’ničkij, dove aspettiamo il treno per Odessa … “Dove vivete voi occidentali? Tutti sanno che il Caucaso continuerà a ballare. Putin vuole tenerlo sotto controllo e gli americani vogliono metterci basi militari. In più c’è il petrolio nel Caspio … Se l’Ucraina smette di essere quello che è stato per secoli, cioè confine cuscinetto, per entrare in un’alleanza occidentale, succede il pandemonio. Il paese, che è filorusso a oriente, si spezza in due e allora Mosca interviene. Del Caucaso non parliamo nemmeno. Stalin lo ha riempito di enclavi, mine etniche per seminar zizzania e facilitare il controllo di Mosca, e Putin può incendiarle in qualsiasi momento.” … nel giro di una settimana … il 7 agosto [2008] … inizierà la guerra in Georgia.

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Economia di Guerra

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