Seconda lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella spedita il 29 Aprile 2022

DAGLI APPELLI ALLE AZIONI DI PACE

Pregiato Presidente Mattarella,
in questa ultima settimana mentre la Pace è stata ulteriormente allontanata, il baratro si sta spalancando sotto i nostri piedi.

Blocco degli approdi portuali alle navi russe, invio di armi all’Ucraina, visita inutile del Segretario dell’Onu peraltro intralciata da Ucraina e Stati Uniti, nuove sanzioni, nuove minacce russe, spettro nucleare, chiusura di gasdotti, esplicitata intenzione americana di “spezzare le reni “ (ci perdoni la parafrasi) ad una Russia che già sbriciolò Napoleone e Hitler, dando così ragione ai timori palesati dal Presidente della Federazione. Ancora, “donne in carriera” (Ursula von der Leyen, Magdalena Andersson e Sanna Marin) che esibendo i muscoli dimostrano di avere una sensibilità verso la pace e verso la vita inferiore a quella dei loro colleghi maschi.
E già vediamo con grande preoccupazione le conseguenze dei colloqui che il Presidente del Consiglio avrà in America.

La portaerei Truman nella baia di Trieste, così incuneata nel ventre indifeso dell’Europa, ci dice che la Guerra è arrivata in Italia: solo la cecità ottusa, arrogante e salottiera non la vede. Così come non vede la crisi economica sociale senza precedenti che travolgerà il nostro Paese e finanche le Istituzioni che Lei rappresenta, a meno che un grappolo di atomiche non sistemi tutto per sempre.

La portaerei Truman nel golfo di Trieste il 24 Aprile 2022


Trieste, geograficamente più vicina a Leopoli che a Siracusa, idealmente più vicina alla Transnistria che alla Capitale: mito, coevo a quello degli Argonauti, vuole che il fiume Hister/Istrio (il complesso fluviale Danubio e Sava) collegasse Adriatico e Mar Nero.
I geo-toponimi esistenti da una parte all’altra confermano (se non il fatto idrografico) gli antichi collegamenti tra i popoli e le loro influenze ancora presenti.
Sì, la Geografia influenza la visione della Storia.

La Marcia della Pace di Assisi ha palesato l’umore e lo spirito dell’Italia responsabile, funestata sia dal roboante silenzio delle Istituzioni sia dal continuo dileggio dei pacifisti attuato dai media. Unica voce, quella del Papa.

Certo, Lei ha parlato di fronte al Parlamento Europeo sottolineando, tra le molte cose, che il popolo russo e la sua cultura appartengano all’Europa. Concordiamo.
Avrebbe dovuto però cogliere l’occasione per criticare anche la colpevole inerzia della Comunità Europea per non essere intervenuta a difesa dei dissidenti ed oppositori ucraini (spesso di origine russa) nonostante la stessa OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) avesse denunciato già nel 2016 nel secondo rapporto “War crimes of the armed force and security forces of Ukraine” che “le torture e i trattamenti inumani inflitti (da formazioni paramilitari nazifasciste, forze di militari ucraine regolari e non, con la complicità del Ministro dell’Interno) … non solo stavano continuando ma stavano aumentando e diventando sistematici”.

Ad Acerra Lei ha fatto un parallelismo tra la Resistenza italiana e quella ucraina. Calzante. Ma quella degli oppositori e dei cittadini russi ai soprusi di un governo non democratico durato otto anni è forse una resistenza di serie B non meritevole di attenzione? Hanno anch’essi il diritto di veder riconosciuto il loro martirio con la condanna dei loro aguzzini da parte di una Corte internazionale?

Pregiato Presidente, Lei ha citato “distensione” e “ripudio della guerra” : per dare corpo a queste voci saranno necessari quegli “sforzi creativi” suggeriti da uno dei Padri fondatori dell’Unione, Robert Schuman, da Lei giustamente ricordato.

E’ per questo allora che Le chiediamo, come Presidente del Consiglio Supremo di Difesa, un gesto forte e controcorrente: solleciti la Federazione Russa al cessate il fuoco richiamando in Patria tutti i nostri soldati e i sistemi d’arma schierati nell’area del conflitto.

I Padri costituzionali, nello stilare l’articolo 11, avevano ben presente che dall’Unità in poi l’Italia è intervenuta in conflitti che non hanno mai riguardato la difesa del suolo patrio. Non avevano previsto però che il loro Paese avrebbe proseguito su questa cattiva strada.
Pertanto le chiediamo di dare piena e totale applicazione a questo bistrattato articolo 11 rimandando alle Camere ogni atto contrario ai suoi dettami, bloccando i tentativi del Governo di aggirare il confronto in aula con i suoi decreti legge e di prendere in considerazione lo scioglimento di questo Parlamento che ha comunque ampiamente dimostrando di non avere a cuore le sorti del Paese calpestando la sua Costituzione e il diritto degli Italiani di avere un futuro luminoso piuttosto che di lutti e distruzioni.

Presidente, è il momento di agire prima che sia drammaticamente tardi.
Presidente, in nome di Dio e del Popolo Italiano, faccia sue le parole di Papa Francesco e fermi questa Pazzia.

Per un’Italia democratica, libera, indipendente, neutrale in un’Europa dei Popoli.

Il Cittadino Michele Rigo

Treviso 29 Aprile 2022

Chiunque condivida questa lettera può copiarla, modificarla e spedirla al Presidente compilando il form:

https://servizi.quirinale.it/webmail/

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